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Le prime
tracce storiche di un’attività subacquea umana datano dell’antichità
egizia, con i templi di Thèdes.
Certi monumenti di piu’ di 5000 anni sono stati decorati con conchiglie
d’ostriche.
Sembra anche che, cinque secoli a.C., il Re Serse si fosse servito di
sommozzatori per ritrovare dei tesori sottomarini.
Ben presto l’apnea è utilizzata a dei fini militari.
Si trattava di nuocere alla flotta nemica facendo dei buchi nella carena
delle navi o tagliando le cime d’ormeggio.
Alessandro
il Grande fece costruire, nel 325 a.C., uno strumento che potrebbe essere
considerato l’antenato della “Campana” sottomarina.
Si trattava di una botte a tenuta stagna, aperta da una sola parte,
la quale, una volta immersa in acqua, imprigionava una bolla d’aria.
Questa botte fu chiamata “Colympha” e divenne, per quanto
ne sappiamo, il primo strumento d’osservazione subacquea.
Nel
Mediterraneo, gli “Urinatores” avevano il compito di recuperare
i carichi delle navi affondate ed erano utilizzati anche a dei fini
militari.
In
Giappone ed in Polinesia, delle giovani donne erano addestrate all’apnea
su fondi anche di 30 – 40 metri per la raccolta di ostriche perlifere,
conchiglie ed alghe.
Per vedere sott’acqua sembra che utilizzassero dell’olio
di cocco che facevano sfuggire dalle labbra davanti agli occhi !
In
India vi sono dei manoscritti del XVI mo Secolo con delle immagini che
ci mostrano degli Uomini che vengono immersi in acqua in dei cassoni.
Nel
1500, Leonardo da Vinci disegna la prima forma di Boccaglio conosciuto,
però troppo lungo per permettere ai polmoni di funzionare.
Nel
1531, un italiano, di nome Lorena, sembra abbia costruito una Campana
per la ricerca di relitti, ma non restano tracce delle sue ricerche.
Nel 1680, il Fisico italiano Borelli disegna un sacco di cuoio gonfiato
d’aria, come un polmone artificiale, che il sommozzatore utilizzava
per respirare grazie ad un tubo.
Inventa anche una scarpa palmata, forse la prima pinna.
Nel
1690, Edmondo Haley, l’astronomo, fabbrica una campana, ricoperta
di piombo per resistere alla pressione, dove l’aria è rigenerata
grazie a delle botti stagne che comunicano con essa tramite dei tubi
di cuoio.
In occasione della prima prova, Haley si immerge con altri quattro uomini
alla profondità di circa 15 metri.
E’ possibile per i sommozzatori di lasciare la campana grazie
ad un casco alimentato da un tubo.
Questa campana fu utilizzata per dei lavori subacquei: costruzioni di
ponti, dighe e moli.
Un certo Denis Papin propose, in quell’epoca, di inviare aria
sotto pressione nella campana direttamente dalla superficie, ma dei
problemi d’ordine tecnico rinviarono questa possibilità.
Verso il 1720, un certo John Lethbridge, si lancia in fondo al mare
in una botte di 2 metri di lunghezza, dalla quale escono solo le sue
braccia, munita di una placca di vetro per vedere.
Riesce a resistere, con il suo strumento, circa trenta minuti a 15 metri.
Nel
1772, Freminet fabbrica un apparecchio che egli battezza “machine
hydrostatergatique”.
Questo apparecchio è costituito da un casco di rame munito di
tre oblò e di un serbatoio che assicura la respirazione del sommozzatore,
vestito di un abito di cuoio.
Anche se con un’autonomia di meno di cinque minuti a 15 metri,
Freminet ebbe almeno il pregio di prevedere quello che sarà il
lavoro dei primi Palombari.
Nel 1797, Klingert mette a punto il primo vero Scafandro, costituito
da una giacca e da un pantalone di cuoio impermeabile, di zavorra e
di un casco a oblò nel quale arriva un tubo che inietta dell’aria
per l’inspirazione ed un altro per l’espirazione.
Grazie a questo equipaggiamento degli uomini riuscirono a marciare in
fondo al mare, ed ebbe un grande successo.
Nel
1808 Friedrich von Drieberg sviluppa un apparecchio denominato “Triton”.
Questo sistema utilizza una riserva d’aria portata sul dorso dal
Sommozzatore che é in comunicazione con la superficie grazie
ad un tubo.
Un
tedesco, Augusto Siebe, considerato da molti come il vero “Padre
dell’Immersione”, migliorerà il Triton fino ad arrivare
ad un equipaggiamento ancora utilizzato fino a qualche anno fa.
Nel 1819 mette il Palombaro in una tenuta monopezzo stagna che scende
fino alla vita. Una giacca di cuoio è fissata ad una maschera
metallica nella quale l’aria mantiene il livello dell’acqua
sotto il mento dell’Operatore.
Tuttavia questi bisogna che resti sempre alla verticale per evitare
l’allagamento del casco.
Nel 1837 inventa una tenuta completa, attaccata ad un casco.
Ora l’Operatore puo’spostarsi come vuole senza rischiare
l’allagamento, basta fare uscire l’aria eccedente da una
valvola.
Nel 1823, l’inglese Charles Anthony Deane ottiene un Brevetto
con un’invenzione che chiama Casco Antifumo, destinato dapprima
ai Pompieri questo casco sarà adottato subito dai Sommozzatori.
Modificato
da Siebe, il casco permette all’aria di circolare anche nella
tenuta del Sommozzatore mantenendolo completamente al secco.
L’aria è pompata dalla superficie grazie ad una pompa disegnata
da Siebe.
Nel 1836 Charles Deane pubblica il primo Manuale d’ Immersione
intitolato “ how to “.
Intanto
vengono ripensate le Campane.
Sono ora fabbricate in acciaio, molto piu’ grandi e possono accogliere
una dozzina d’Operatori.
Verso il 1840 assomigliano piu’ a dei cubi massicci ( Cassoni);
degli uomini possono lavorarci tutto il giorno alla costruzione di Porti,
di fondazioni di Fari, d’Imbarcaderi o al recupero di carichi
di navi affondate.
Una nuova malattia colpisce gli Operatori dei Cassoni, mal di testa
violenti, formicolii, emorragie, difficoltà a respirare, paralisi
totale o parziale che può evolvere fino alla morte, senza che
nessuno possa dire di che si tratti.
Questa malattia è denominata il“Mal dei Cassoni”.
Nel
1855 Cabirol presenta all’Esposizione Universale di Parigi il
suo nuovo Scafandro.
Il casco è dotato di quattro oblò e dispone di un doppio
sistema di sicurezza, uno per l‘arrivo dell’aria ed uno
per la sua uscita.
L’Inventore fece scendere a piu’ di 39 metri un uomo equipaggiato
con il suo Scafandro.
Tra il 1866 ed il 1873, Benoit Rouquayol e Augusto Denayrouze fabbricano
un nuovo equipaggiamento con un sistema d’alimentazione ad Aria
con il quale l’Operatore respira grazie ad un erogatore che gli
fornisce dell’Aria a pressione ambiente ed alla domanda.
E’ già l’anteprima dello Scafandro Cousteau-Gagnant
che sarà inventato 80 anni piu’tardi!
Di un peso totale di circa 90 kg. questo Scafandro è molto stabile,
resistente e munito di un collegamento telefonico con la superficie.
Dotati di un largo casco a oblò e delle scarpe di piombo i Palombari
possono scendere a delle maggiori profondità ed effettuare diverse
operazioni.
La grande epoca dei “Piedi pesanti” comincia.
Questo nuovo Sistema prenderà il nome di
Self-Contained Underwater Breathing Apparatus (SCUBA) ,Apparato per
la Respirazione Subacquea Autocontrollato.
Si tratta dunque di un equipaggiamento comprendente una bombola d’Aria
che permette all’Operatore d’essere autonomo dalla superficie.
Troppo caro , difficile alla fabbricazione
e di capacità limitata il Sistema Rouquayol-Denayrouse sparisce
rapidamente dalla circolazione.
Nel 1878, Henry Fleuss, un Ufficiale di Marina, sviluppa un sistema
a circuito chiuso utilizzante l’Ossigeno.
E’ composto di una maschera in caucciù stagna ed un sacco
comunicante con una bombola di rame riempita d’Ossigeno.
Il suo Sistema fu in seguito utilizzato per salvare dei minatori prigionieri
nelle loro mine a causa d’inondazioni.
Nel frattempo i Cassoni fanno progressi grazie a delle pompe si riesce
anche a togliere l’acqua infiltratasi.
Però giacché gli uomini possono restare dentro di essi
piu’ a lungo, il ” mal dei Cassoni” fa di piu’
in piu’ di vittime.
Nel 1878 un fisiologo francese, Paul Bert, si interessa al fenomeno
e ne spiegherà le cause.
Paul Bert descrisse il ruolo tossico dell’Ossigeno puro di là
da una certa durata e degli effetti dell’Aria respirata per troppo
tempo sotto pressione. Descrisse anche il ruolo dell’Azoto nel
sangue e nei tessuti degli Operatori Subacquei ed i suoi effetti nefasti
durante la risalita.
Suggerisce quindi agli Operatori di raggiungere piu’ lentamente
la Superficie e che essi siano ricompressi in Cassoni all’Ossigeno
puro per periodi limitati.
Malgrado queste misure gli incidenti restano numerosi.
Tra
il 1896 ed il 1907, Sir J.S.Haldane, un fisiologo inglese, riprende
le esperienze di P.Bert.
Dopo aver ben studiato il Mal dei Cassoni stabilisce che il Sommozzatore
deve fare una tappa (di decompressione) ogni volta che la pressione
che subisce in risalita è divisa per due.
E’ la nascita del principio su cui sono fondate le tabelle di
decompressione anche attuali. Dal 1907 sia le Marine Europee che quella
Americana adottano i suoi principi.
Nel 1909, una Compagnia tedesca, la Draeger, si lancia nella fabbricazione
d’equipaggiamenti subacquei.
Viene inventato un Sistema di due bombole d’Aria compressa portate
dal Sommozzatore.
Il Sistema prende l’Aria dal casco e la ricicla passando dalle
bombole.
Di anno in anno questa Società ha fatto progredire il Mondo dell’Immersione
migliorando costantemente i suoi equipaggiamenti subacquei.
Nel
1923, appare lo Scafandro di “Neufeldt-Kuhnke” .
Questo straordinario apparecchio è stato utilizzato all’inizio
del XXmo secolo per lavorare in acque profonde.
Le sue pareti resistono a delle grandi pressioni. Il Sistema di respirazione
è gestito in circuito chiuso. Un telefono permette all’Operatore
di restare in contatto con la Superficie e le pinze, che sono al posto
delle mani, permettono di effettuare dei lavori di precisione.
Tale Equipaggiamento sarà, comunque, sostituito dagli Scafandri
Autonomi, perché, nonostante la resistenza alla pressione della
struttura, le giunture non consentono grandi movimenti, a causa della
pressione medesima.
Nel 1933, il Comandante Yves Le Prieur presenta uno Scafandro in cui,
però, manca l’erogatore alla domanda ed é equipaggiato
solo di un erogatore a debito continuo.
Nel
1938, appare il DM40 della Società Draeger.
E’ basato su gli stessi principi dell’attuale Dolphin e
Ray di questa Società.
Sul dorso si trova una bombola d’Ossigeno ed una d’Aria
compressa per fare una buona miscela Nitrox !
I due tubi permettono di avere un circuito chiuso d’Aria nuova
e d’Aria da riciclare.
Negli
anni ‘ 40 un grande Incursore italiano, Teseo Tesei ( 1909 –
1941 ) , fu uno dei fondatori dell’attività subacquea autonoma
con la realizzazione dell’autorespiratore a lunga autonomia 49/bis
a circuito chiuso.
Negli
anni che seguono, il Comandante Jacques-Yves Cousteau incontra a Parigi
Emile Gagnan della Società Air Liquide specializzata nei gas
industriali.
Gagnan ha da poco miniaturizzato un erogatore che permette d’alimentare
i motori dei camion in gas di città per far fronte alla penuria
di carburante.
Alla domanda di Cousteau adatta la sua invenzione ad una bombola d’Aria.
L’erogatore moderno era creato : l’Aqualung di Cousteau-Gagnan
!
Commercializzata nel 1946, questa invenzione conoscerà rapidamente
un gran successo e permetterà a migliaia di persone d’avere
accesso al mondo sottomarino.
Poco a poco i Palombari, vincolati alla superficie, sono rimpiazzati
dai Sommozzatori autonomi.
Nel
1959 la YMCA diviene il primo Organismo pubblico, in Nord America, a
dare dei corsi d’Immersione.
L’anno
dopo sarà la volta di NAUI e, nel 1966 di PADI.
………………………nel
2005, nasce COLAPESCESUB !